Mico Galdieri

Mico Galdieri 2017-07-17T12:49:48+00:00

mico_galdieri_bnH11-236x300Mico Galdieri, fondatore dell’Ente Teatro Cronaca e impresario teatrale, è scomparso il 15 dicembre 2012. Era nato a Napoli nel 1933 e si era dedicato fin da giovanissimo al teatro in veste di capocomico e poi di regista. Pubblicista e critico teatrale, ha fondato la rivista La Ribalta con Vincenzo Maria Siniscalchi. Come regista e produttore dal 1962 ha messo in scena circa 106 commedie collaborando con artisti di fama internazionale. Collaborò al fianco di Eduardo De Filippo alla nascita della Scarpettiana del Teatro San Ferdinando.

Il suo è stato un impegno lungo e assoluto, per legare il teatro di prosa alla rinascita civile e culturale italiana e per affermare il ruolo della città di Napoli nel mondo dello spettacolo. Aiuto regista di Francesco Rosi, ha diretto vari teatri; è stato presidente del Consorzio Teatro Campania per 15 anni, per cinque ne è stato il Direttore Artistico. Creò e diresse per 13 anni il festival Settembre al Borgo a Casertavecchia, palcoscenico per le nuove leve della drammaturgia napoletana tra cui Tony Servillo ed Enzo Moscato. Ha diretto la Rassegna Internazionale di Teatro d’Avanguardia ospitando, tra gli altri, Giancarlo Sepe, Memé Perlini, Giuliano Vasilicò e Leo De Berardinis. Fondatore della Compagnia Europa Giovani per un Teatro di Solidarietà, è stato presidente dell’Ente Teatrale Italiano.

Ha prodotto i più significativi spettacoli di Roberto De Simone tra cui La Gatta Cenerentola, L’Opera Buffa del Giovedì Santo, Festa di Piedigrotta, Eden Teatro, Il Canto de li Cunti, Il Drago, Il Bazzariota e li ha portati in giro per i festival nazionali ed internazionali più importanti del mondo (Parigi, Città del Messico, Buenos Aires, New York, Brasile, Berlino, Francoforte, Australia). Ha fondato nel 1966 il Teatro Orione ed il Teatro Esse nel 1968, i due più importanti teatri di sperimentazione d’Italia e nel 1998 ha dato vita all’Opera Buffa Festival.


Per Mico

Roberto De Simone

Mico Galdieri era un pilastro del teatro italiano, fin dagli anni Cinquanta ha prodotto vero teatro, ha reso possibile la nascita di spettacoli importanti, ha saputo vedere il talento in giovani sconosciuti aiutandoli a realizzarsi, ha permesso la nascita di realtà importanti come l’Ente Teatro Cronaca, la sua compagnia ma anche il Teatro Esse e il Teatro Orione. Ha portato a Napoli il teatro del mondo, e ha contribuito con fantasia, lungimiranza ed onestà, alla nascita di tanti spettacoli importanti come la mia Gatta Cenerentola.

Enrico Fiore

Addio a Mico Galdieri, l’impresario artista, da Il Mattino del 16 dicembre 2012

Se non temessi di accodarmi all’enfasi becera che troppo spesso marchia la cronaca del nostro tempo, direi che Mico Galdieri – spentosi ieri mattina a 79 anni – è stato, fra gl’impresari teatrali napoletani, una figura nientemeno che leggendaria. E comunque ha incarnato un singolarissimo e prezioso paradosso: quello di un democristiano doc, regolarmente iscritto al partito, che fiancheggiò alcune delle più significative manifestazioni di una ricerca avanzata che, indiscutibilmente, portava le stimmate di una cultura di sinistra in non pochi casi ispirata, se non gestita direttamente, dal Partito Comunista.
Un miracolo, reso possibile da una sensibilità umana e artistica che fu la sigla di un’epoca irripetibile. E basta ricordare, in proposito, che Mico Galdieri tenne a battesimo quel Teatro Esse che, sotto la guida di Gennaro Vitiello, nel 1966 diede l’avvio a tutta la grande storia della sperimentazione: regalò per l’apertura del locale di via Martucci la somma, allora davvero non trascurabile, di un milione e produsse lo spettacolo inaugurale, «La magia della farfalla» di García Lorca. Mico continuava, così, sulla strada che prima lo aveva portato a fondare il teatro Orione, un altro tempio della ricerca, e poi lo avrebbe portato ad officiare il debutto del teatro Totò, in veste di produttore di quell’«Avanspettacolo» che aveva come protagonisti due monumenti della nostra più genuina tradizione quali Isa Danieli e Rino Marcelli.
Proprio l’attenzione che dedicò, insieme, al teatro popolare e a quello impegnato costituì, del resto, la costante dell’attività d’impresario svolta da Galdieri: un’attività che, tanto per fare solo qualche esempio, ha annoverato gli spettacoli della Scarpettiana di Eduardo, i grandi allestimenti firmati da Roberto De Simone (da «La Gatta Cenerentola» a «Festa di Piedigrotta») e messinscene innovative come quella del «Brutto» di Marius von Mayenburg, uno degli odierni autori tedeschi di spicco e «dramaturg» di Ostermeier alla Schaubühne di Berlino. E non diverso fu l’atteggiarsi di Mico in quanto regista: spaziò, sempre per fare degli esempi, da «Il morto sta bene in salute» di Gaetano Di Maio a «L’Astrologo» di Giambattista Della Porta e a «Il matrimonio di Figaro» di Beaumarchais.
Ma la sintesi probante della sua storia di teatrante a tutto tondo, una storia davvero unica e addirittura al limite dell’incredibile, Mico Galdieri la offrì con la direzione artistica del «Settembre al Borgo» di Casertavecchia: tanto per intenderci, nel 1990 affidò a Toni Servillo il compito di aprire la sezione prosa del festival con uno spettacolo, «Natura morta», fondato nientemeno che sugli atti del XXIII congresso del Pcus, quello che sancì l’ascesa al potere di Brezhnev; e, come se non bastasse, a Servillo fece seguito un Vittorio Lucariello che mise in scena «Largo desolato», la commedia di quel Václav Havel ch’era da poco stato eletto presidente dell’Assemblea federale cecoslovacca. Mentre quattro anni più tardi arrivò, nella piazza del Duomo di Casertavecchia, l’immenso Carmelo Bene con la vertigine dei «Canti» leopardiani.
Fu anche un infallibile talent scout, Mico Galdieri. È sufficiente ricordare che scoprì e lanciò Ida Di Benedetto. E il riconoscimento istituzionale di tutto questo venne nel 2002 con la nomina a presidente dell’Eti. Ma una cosa, infine, urge alla mia memoria e al mio cuore: scrissi la prima recensione proprio in occasione dell’apertura del Teatro Esse, e Mico mi spiegò l’importanza che, a determinate condizioni, può assumere il ruolo del critico. Fu una sorta di amicale e affettuoso viatico. E tanto valga a dire che Galdieri s’è distinto pure come un gran signore. I funerali alle 12,30 di oggi nella chiesa del Carmine di Atripalda, la città della madre. Ciao, Mico.

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