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A volte ritornano!

un progetto Teatro Sannazaro e Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
direzione artistica Giulio Baffi

24 marzo > 6 maggio 2018 Teatro Sannazaro, Napoli

Sembra uno scherzo, o forse è un desiderio. Quante volte avremmo voluto rivedere uno spettacolo che ci è piaciuto molto, quante avremmo voluto vedere uno spettacolo di cui abbiamo sentito parlare tanto e che avevamo perso… “A volte ritornano!” è un appuntamento pensato per ritrovare in scena un  testo che abbiamo giudicato speciale, una regia che ci ha stupito, un attore e/o un’attrice la cui interpretazione non dimenticheremo.
Il Teatro Sannazaro propone  quest’anno un miniabbonamento a quattro spettacoli già andati in scena con successo: L’amore per le cose assenti e Spoglia-Toy di Luciano Melchionna, Ombretta Calco con Milvia Marigliano diretta da Peppino Mazzotta e Eternapoli un lavoro della compagnia Teatri Uniti tratto dal romanzo di Giuseppe Montesano con Enrico Ianniello. Quattro titoli  che “ritorneranno” sul palcoscenico del Teatro Sannazaro per un nuovo incontro con il loro pubblico e per rinnovarne il successo.

Gli spettacoli

24/25 marzo
Eternapoli

di Giuseppe Montesano e Enrico Ianniello
dal romanzo Di questa vita menzognera di Giuseppe Montesano
produzione Teatri Uniti

orari: sabato ore 21.00, domenica ore 18.00

ACQUISTA ONLINE / Eternapoli

“Si deve creare un mito, il mito dei Negromonte ! La gente se ne fotte, della democrazia. La libertà vuol dire sforzo, e la gente non si vuole sforzare!”

In una comica moltiplicazione di voci e personaggi, lungo un interminabile pranzo di Pasqua e Natale colmo di capretti sanguinanti, Bimbe-Salomé, vongole, purpetiélli, ostriche, Edgar Allan Poe, prosciutti del Matese e minestra maritata, Turismo Totale e Bhāgāvādgitā, le sinfonie di Mahler e l’elettronica di Deadmau5, Roberto – il giovane segretario/discepolo del dandy Cardano – ci conduce nella villa settecentesca dei Negromonte, imprenditori napoletani senza scrupoli,saldamente solidali al potere politico, pronti a realizzare il loro progetto: trasformare Napoli, tutta Napoli, in Eternapoli.

Eternapoli è una città/parco tematico, dove la vita recitata sostituisce definitivamente la vita reale. Un’utopia ferdinandea inacidita, una Negromontopoli che prende corpo al grido di “liberté, egalité, io rubo a te e tu rubi a me! E vualà e vualà, càvece ‘nculo ‘a libertà!” diffuso dagli amplificatori nel crescendo di una nuova, terribile e untuosa controrivoluzione lazzaresca, con temibili squadre di picchiatori che corrono nei vicoli vestiti da Pulcinella, mentre la musica da discoteca ingoia tutto in una delirante sarabanda del potere. Bisognerà correre dietro a un archeologo ribelle travestiti da Mandrake e Gentiluomo di Raffaello per tornare finalmente verso il mare, per riprendere a respirare, per rivedere un pezzetto di cielo azzurro libero dalle gru e dalle macerie. Ma di fronte “alle più scellerate celebrazioni del Privilegio, e al vilipendio costante del Bello”, esisterà davvero una via di fuga e di salvezza?

Ho deciso di affrontare questa traversata in solitaria, accompagnato unicamente dalle possibilità offerte da un microfono e uno schermo di luce, perché questo romanzo straordinario è un patinato delirio di modernità, è il racconto di un pazzo nella cui testa urlano, si amano, riflettono, si suicidano, predicano, muoiono o dominano questi personaggi.

Un delirio patinato molto, molto simile alla realtà che viviamo.

Enrico Ianniello

6/7/8 aprile
Ombretta calco

di Sergio Pierattini
con Milvia Marigliano
regia Peppino Mazzotta
organizzazione e distribuzione Officine Vonnegut
una produzione Rossosimona

orari: venerdì e sabato ore 21.00, domenica ore 18.00

ACQUISTA ONLINE / Ombretta Calco

Chi è Ombretta Calco? Perché si è seduta su una panchina in una giornata torrida di luglio, a pochi passi dal portone di casa sua? Perché deve ripercorrere gli eventi sensibili della sua vita scavando ossessivamente nei ricordi? E perché deve ingaggiare, sotto il sole cocente, un duello con se stessa come se fosse una resa dei conti? Ombretta sta facendo un viaggio. Il viaggio più importante della sua vita. Un viaggio fuori dai vincoli imposti dal tempo e dallo spazio. Mentre procede senza soluzione di continuità, nel passare in rassegna i momenti più significativi della sua esistenza, ne comprende il senso. Riemergono dalla sua anima dettagli, accenti, colori, che riempiono i vuoti e danno nuova luce al quadro complessivo di una vita vissuta con sincera ingenuità, senza risparmi. Fallimenti, dolori, frustrazioni, debolezze, illusioni, tenerezze, slanci incoscienti verso un futuro che sarà sicuramente migliore, desideri legittimi di una vita normale, inclusa in affetti confortanti e routines rassicuranti.
Alla fine del viaggio, come premio per questa ricostruzione meticolosa, buffa e straziante, c’è la risposta o la felicità. Una felicità non eclatante. Una felicità tragica, semplice, minima, discreta e necessaria.

Peppino Mazzotta

L’estate scorsa passai parte del mese di Luglio a Milano. Un giorno mi trovai a passare per Piazza Maciachini diretto a casa di una amica che abita lì vicino. Erano passate da poco le tredici, e la giornata era torrida. Notai una donna seduta, immobile sopra una panchina. Quando fui a pochi metri da lei rimasi colpito dal colorito pallido del suo viso e dalla posizione del capo, immobile e leggermente reclinato all’indietro. Pensai che stesse dormendo ma avvicinandomi alla panchina notai che aveva gli occhi aperti e che respirava faticosamente. “Si sente bene signora?” le chiesi. Lei voltò lo sguardo verso di me e rispose sorridendo: “Sì, grazie, sto bene, solo un po’ di caldo”. Mi sentii di aggiungere: “Abita qui vicino? Posso accompagnarla se ha bisogno”. “Mi passa… è solo il caldo. Mi è già passato, non si preoccupi”. La salutai e proseguii la mia strada. Un’ora dopo ripassando per la piazza, notai un’ambulanza nei pressi della panchina dove poco prima avevo visto la donna. Mi avvicinai. In quel momento l’ambulanza ripartì a sirene spente. Chiesi a un passante cosa fosse successo. Mi rispose che una donna era stata trovata morta sopra una panchina.
Il ricordo di quell’incontro, il senso di colpa di non aver fatto qualcosa che avrebbe potuto salvare la vita a quella donna, resero amari i giorni seguenti. Tornai a Roma ma ci volle molto tempo per dimenticare quell’episodio.
Quest’anno, a maggio sono tornato a Milano. Una sera accetto l’invito a cena dell’amica che abita vicino a Piazza Maciachini. Manca poco alle otto. Ripasso da quella piazza. Seduta su quella stessa panchina vedo una donna. Mi avvicino: è immobile e il capo è
leggermente reclinato all’indietro. È lei. La saluto, sorpreso. Lei alza la testa, mi sorride, ricambia il saluto.
Il giorno dopo ho cominciato a scrivere Ombretta Calco.

Sergio Pierattini

scene Roberto Crea
costumi Rita Zangari
disegno luci Paolo Carbone
scenotecnica Angelo Gallo
tecnico luci Antonio Molinaro

20/21/22 aprile
L’amore per le cose assenti

scritto e diretto da Luciano Melchionna
con Giandomenico Cupaiuolo e Autilia Ranieri
e con la partecipazione di HER
produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

orari: venerdì e sabato ore 21.00, domenica ore 18.00

ACQUISTA ONLINE / L’amore per le cose assenti

È il giorno del quaranteseiesimo compleanno di Giulia che riceve in regalo da Matteo, il suo secondo marito, la libertà: lui ha organizzato per lei una bellissima festa di compleanno… ma non ha invitato nessuno. Vuole restare solo con la moglie, occhi negli occhi, per dirle addio.
Giulia e Matteo finalmente parlano, dunque, in un confronto vero e sincero non più mediato dai sensi di colpa, sterminati ormai dalla voglia di verità che li anima. E che ci coinvolge, facendoci immedesimare ora nell’uno ora nell’altra, mentre si chiedono che fine abbia fatto la magia del primo incontro, e dove si annidi il preciso momento in cui le convenzioni sociali hanno preso il posto dei sentimenti. Liberi dal peso delle parole mai dette, i due protagonisti approderanno ad una risoluzione spiazzante, per loro. Luciano Melchionna, il creatore di Dignità Autonome di Prostituzione, scrive e dirige quest’originale e impietosa autopsia dei sentimenti: un’indagine sull’amore scandita dalla narrazione di Her, nel ruolo di prologo, epilogo e, forse, di personificazione dell’Amore. Che, forse, esiste.

Note di regia
Prologo: Lei: L’amore rende ridicoli. Lui: Quello è l’innamoramento. Lei: Rende ridicoli all’inizio, sì, ma anche alla fine.”
Oggi Giulia compie quarantasei anni. A parte le rughe da cancellare con ogni trattamento di bellezza possibile, ‘dentro’ non è cambiata molto da quando ne aveva venti: continua a ‘camminare scalza’ in giro per il mondo, come una bimba, e a cercare il principe azzurro che la prenda in braccio.
Anni prima ha vissuto il naufragio del suo primo matrimonio, ricostruendo il primo incontro: “Era successo qualcosa di forte. E ora? Dov’è?” Ha voluto ricostruire la prima meravigliosa serata trascorsa insieme, nei dettagli, per comprendere cos’era successo e come tanto entusiasmo e tanta felicità abbiano potuto, in pochi anni, trasformarsi in una perdita.
Oggi il suo secondo marito ha organizzato per lei una bellissima festa di compleanno… ma non ha invitato nessuno. Vuole restare solo con la moglie, occhi negli occhi, per dirle addio.
È il suo regalo di compleanno: la libertà.
“Lui ‐ Piano piano, subdolamente, hai proiettato davanti ai miei occhi un ologramma cucito su misura dalla brava sartina dell’Amore, un ologramma di me da farmi indossare… e io l’ho indossato, per amor tuo!, e l’ho tenuto a pelle anche se bruciava, o mia Medea, l’ho tenuto addosso soffrendo in silenzio per amore della nostra creatura mentre andavo a fuoco! (…) tutti sappiamo che finisce, e che magari non finisce insieme ma più spesso prima per l’uno e poi per l’altra… eppure tutti, se finisce prima per l’altro, impazziamo, non capiamo, rinfacciamo, recriminiamo e ci disperiamo: che palle! Lei ‐ Ma che vuoi? Mi lasci disperare in pace? Fa parte del pacchetto, no? Ci siamo conosciuti, corteggiati, amati, fidanzati e ora uno dei due si dispera: io! Tocca a me! Non liquidare il mio dolore! Non sminuire la mia atroce sofferenza, per dio! Lasciami attaccare alle tende, smettere di mangiare, invecchiare a vista d’occhio, regredire nell’autostima, vomitare il peggio di me e sperare di morire e rinascere al più presto per sedermi sul fiume ad aspettare di vederti passare trascinato dalla corrente fangosa mentre anneghi!”
Un’esilarante, impietosa, autopsia dei sentimenti.
Un confronto non più mediato dai sensi di colpa… sterminati ormai, implacabilmente, dalla voglia di verità che anima entrambi.
Liberi dal peso delle parole mai dette, i due protagonisti approderanno ad una risoluzione spiazzante, per loro.

Luciano Melchionna

scene Roberto Crea
musiche originali Stag
costumi Milla
assistente alla regia Sara Esposito

4/5/6 maggio
Spoglia-toy

scritto e diretto da Luciano Melchionna
con Raffaele Ausiello, Lorenzo Balducci, Orazio Caputo, Mauro F. Cardinali, Adelaide Di Bitonto, Gennaro Di Colandrea, Emanuele Gabrieli, Sebastiano Gavasso, Pierre Jacquemin, Gianluca Merolli, Fabrizio Nevola, Marcello Paesano, Agostino Pannone
produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

orari: venerdì e sabato ore 19.00 e ore 21.30; domenica ore 18.00 e ore 20.30

ACQUISTA ONLINE / Spoglia-toy

Docce, sudore, fetore di calzini, bagnoschiuma, shampoo e creme per il viso si intravedono negli armadietti mezzi rotti, panche consumate e traballanti, acqua per terra e lunghe file di attaccapanni. L’allenatore incita i giocatori prima della partita. Il pubblico, invisibile voyeur, entra in gruppo guidato da un inquietante “angelo”, avulso da quel contesto eppure “arbitro” d’anime. Undici monologhi in un coro assonante e catartico. Storie di calciatori/toys, oggi inconsapevoli mostri, che hanno scelto il gioco del calcio come gesto di libertà e di gioia. Ma il calcio è bastardo. Come la vita. Consola e distoglie. Immortale. Come la speranza. Una meravigliosa condanna. Come il teatro.

“Ho sempre avuto paura, sin da piccolo… io sparivo lentamente da me, non mi trovavo più, e mi prendeva il panico… poi però, per fortuna, riapparivo all’improvviso: con un pallone in mano.

Luciano Melchionna

costumi Milla
scene Chiara Carnevale
musiche a cura di Riccardo Regoli
installazioni fotografiche Mario Pellegrino
assistente alla regia Sara Esposito
consulenza sportiva Sebastiano Gavasso

Abbonarsi conviene!

Acquista subito l’abbonamento per vedere i 4 spettacoli della rassegna A volte ritornano! al prezzo speciale di 45 euro, anziché 65.

L’abbonamento e i biglietti si possono acquistare
– al Teatro Sannazaro, dal lunedì al venerdì, ore 10:00 – 20:00
Via Chiaia, 157, tel 081 411723 – 081 418824
– presso Napoli Ticket, dal lunedì al sabato, ore 10:00 – 13:30, 16:30 – 20:00
Via Tarsia, 65, tel 081 1956 8172

Prezzi degli spettacoli

Eternapoli, Ombretta Calco, L’amore per le cose assenti:
15€ INTERO / 10€ RIDOTTO UNDER 30
Spoglia-toy:
20€ INTERO / 15€ RIDOTTO UNDER 30

IL CALENDARIO DI A VOLTE RITORNANO!

marzo 2018

24mar(mar 24)00:0025(mar 25)23:59EternapoliNapoli, Teatro SannazaroRassegna:A volte ritornano!

aprile 2018

06apr(apr 6)00:0008(apr 8)23:59Ombretta CalcoNapoli, Teatro SannazaroRassegna:A volte ritornano!

20apr(apr 20)00:0022(apr 22)23:59L'amore per le cose assentiNapoli, Teatro SannazaroRassegna:A volte ritornano!

maggio 2018

04mag(mag 4)00:0006(mag 6)23:59Spoglia-toyNapoli, Teatro SannazaroRassegna:A volte ritornano!

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2018-02-20T15:31:17+00:00
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