Caipirinha, Caipirinha!

2021/2022 PROSA

di
Sara Sole Notarbartolo
con
Andrea de Goyzueta, Giovanni Granatina, Fabio Rossi
disegno luci
Paco Summonte
costumi
Gina Oliva
regia e drammaturgia
Sara Sole Notarbartolo

produzione
Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

2021

28 luglio > Festival Collinarea 2021, Lari (PI)

prima nazionale: 20 ottobre 2017, Nuovo Teatro Sanità, Napoli
riprese: stagione teatrale 2020/2021

Poetica e ironica invenzione della poliedrica drammaturga e regista napoletana Sara Sole Notarbartolo.
Tre grandi amici si ritrovano nell’amato bar a ridere, a bere e a cercare di nascondersi di essere innamorati della stessa donna.

Lo spettacolo

Siamo nel bar di Bob, a Roccapaduli, un non meglio precisato paesino del sud Italia. In questo bar abbiamo tre grandi amici: Bob, il barman, ricco, colto, elegante, irresistibile. Ama Wilma e Wilma ama lui. Walter, l’empatico. Progressista, poetico, dolcissimo, ha un lavoro precario e nient’altro. Ama Wilma e Wilma ama lui. Vincenzo, l’uomo per bene. Ha un lavoro a tempo indeterminato, una bella casa, è cattolico, reazionario ma buono, soffre di attacchi di collera violenta. Ama Wilma e l’ha sposata. E Wilma ama lui..

Note di regia

Temo malinconicamente che la scrittura nasca sempre da una forma di malattia. Da un nocciolo doloroso. Il mio nocciolo doloroso, la mia punta di impazzimento degli ultimi anni riguarda le conseguenze del non detto. Come tanti grandi depressi vivo l’esilarante maledizione di riuscire a esprimere le cose che fanno male solo in modo molto molto divertente. E così, aiutata e anche guidata dalle estenuanti improvvisazioni dei tre attori che sono sulla scena ho messo davanti ai miei, e ai vostri, occhi, una cosa indicibile, teneramente indicibile, assolutamente indicibile: il tradimento per amore di qualcuno che si ama.

La chiave non è nel fatto che Wilma sia una donna libera o una zoccola, né se Bob e Walter e Vincenzo siano realmente amici, né se i loro tentativi di dirsi la verità siano sinceri, né se la verità sia meglio saperla o lasciarla occultata. La chiave, semplicemente, non c’è. C’è solo la porta. E la porta è quella di un bar.

Sara Sole Notarbartolo

Il gioco s’è detto è leggero, ma l’angoscia è profonda e l’amore grande assai. In poco più di un’ora di spettacolo però il divertimento s’impenna, la risata si ripete, lo stupore s’impossessa dello spettatore che applaude convinto.
Giulio Baffi, La Repubblica Napoli

Un intarsio piccolo e perfetto come certi paesaggi da cameo.
Natascia Festa, Corriere del Mezzogiorno

Attenta e preziosa come la drammaturgia è la regia di Sara Sole Notarbartolo. Con intelligenza i due elementi sono dosati e shakerati con sapienza, come gli ingredienti di un buon cocktail.
Antonella d’Arco, PAC

Con le sue numerose produzioni Notarbartolo ci ha abituati ad una poetica incisiva che attraversa di filata i rapporti umani. Lo ha fatto per esempio in modo meravigliosamente straziante con La Tentazione, paradossalmente umano con Faust, profondamente sognante con Sueño4. Mentre adesso si concentra sul non detto.
Emanuele Tirelli, Il Mattino di Caserta

Divertente, ironico, coinvolgente. Capirinha Capirinha è un lavoro che stupisce e fa sorridere il pubblico in sala con il suo ritmo serrato e sostenuto. Fa sorridere, rende alticci e allegri eppure, appena si spengono le luci e cala il sipario, un velo di amarezza si deposita sui cuori. Vale assolutamente la pena assaggiarlo.
Loredana Borrelli
, Teatro.it

Bob, Andrea de Goyzueta
Walter, Fabio Rossi
Vincenzo, Giovanni Granatina

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