Stefania Rocca
Squalificati
di Pere Riera
traduzione di Inés Rodríguez e Joan Negrié
adattamento David Campora
con Andrea de Goyzueta e Fabrizio Vona
scene Roberto Crea
ideazione scenica Luciano Melchionna
costumi Milla
musiche a cura di Riccardo Regoli
opere Redux in scena Cristiano Carotti
assistente alla regia Sara Esposito
regia Luciano Melchionna
produzione Ente Teatro Cronaca – Vesuvioteatro
in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2018
La giornalista più prestigiosa del paese affronta l’intervista più difficile della sua carriera: un faccia a faccia con il Presidente del governo, presumibilmente coinvolto in un crimine aberrante. L’astuto segretario stampa del Presidente farà tutto il possibile per convincere l’intervistatrice a dubitare di se stessa, prima di tutto. Il pubblico riuscirà a conoscere la verità?
Note di regia
“Tener duro e non perdere la calma.”
“E neanche la Dignità.” (se possibile)
“Questa è la chiave.”
Un gioco raffinato, una partita a scacchi esclusivamente tra re, cavaliere e torre avversaria tra declinazioni di potere, strategie prive di scrupoli e il giudizio calato dall’alto, con chirurgico e amabile cinismo, da parte di chi afferma sia impossibile sporcarsi le mani. Il tutto condito da accuse di molestie, ambiguità, rovesciamento delle dinamiche e dei ruoli, ricatti e amletiche scelte tra carriera e famiglia.
La politica e i mass media a confronto: chi si salverà?
Chi riuscirà a dimostrare o a far credere di essere immacolato?
Dov’è il male, dov’è il bene in questa giungla ormai priva di riferimenti e valori, dove l’unico criterio valido, tra scivolate e colpi bassi è la selezione naturale e dove la sopravvivenza dei prescelti è delegata a qualche voto in più e allo share?
Come riuscire a portare a termine la partita e magari vincere onestamente, senza per forza finire nella categoria ‘onnivora’ degli “squalificati”?
Ai posteri l’ardua sentenza?
No.
Sta a noi, qui e ora, scegliere di ricominciare a rispettare le regole, così da non sentirci per il resto della vita dei bluff. Collusi oltretutto. Vittime e carnefici di noi stessi, prima di tutto.
Luciano Melchionna
foto Luigi Maffettone